L’approfondimento dell’Unione energetica europea è una priorità fondamentale, insieme a diverse raccomandazioni mirate su come trasformare il settore energetico europeo, secondo un rapporto dell’ex primo ministro italiano Enrico Letta, presentato ai leader dell’UE giovedì (18 aprile).

I governi nazionali e la Commissione europea hanno incaricato Letta di preparare il rapporto, che si prevede avrà una grande influenza sulla direzione politica dell’UE dopo le elezioni di giugno.

Come scrive Nikolaus J. Kurmayer, il mercato dell’energia e le infrastrutture europee sono al centro dell’attenzione e Letta ha dichiarato che “il mercato unico dell’energia può essere la migliore risorsa dell’Europa per garantire il suo successo in un nuovo ordine globale”.

“La base di un Mercato Unico dell’Elettricità è l’interconnessione” secondo Letta: un impegno più forte per eliminare le barriere all’interconnessione è vitale per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, aumentare la flessibilità e mitigare la volatilità dei prezzi.

Il rapporto contiene raccomandazioni specifiche che, se attuate, rimodellerebbero radicalmente parti del settore energetico europeo.

Aste congiunte transfrontaliere per l’energia rinnovabile aggiuntiva

Il rapporto afferma che i Paesi UE confinanti dovrebbero iniziare a organizzare aste transfrontaliere per la produzione aggiuntiva di energia rinnovabile, al fine di ottenere efficienza e ridurre i costi.

Incoraggia inoltre i “programmi di flessibilità transfrontaliera”, in cui i gestori delle reti elettriche si rivolgono ai generatori dei Paesi vicini per ottenere aiuto quando la domanda locale di elettricità è elevata.

Espansione della rete

Molte voci in Europa chiedono un’espansione e un rafforzamento massicci delle reti europee e Letta illustra come un coordinamento e un finanziamento europei rafforzati possano contribuire a realizzare questa visione.

“Per favorire un Mercato Unico che supporta una transizione verso un’energia pulita, è imperativo che le aziende abbiano la libertà di accedere all’energia quando e dove necessario, a prezzi accessibili e prevedibili” si legge.

Raggiungere questo livello di accessibilità e flessibilità dipende da una rete infrastrutturale robusta che copra l’intero continente.

Nei prossimi anni, l’Europa dovrà ridisegnare la sua infrastruttura fisica per garantire una connettività senza interruzioni tra i vari settori del Mercato Unico, inclusi quelli dell’elettricità, dell’idrogeno, della cattura e dello stoccaggio del carbonio. Gli investimenti necessari per potenziare sia le reti di trasporto che quelle di distribuzione dell’elettricità sono considerevoli, con stime della Commissione Europea che indicano la necessità di fino a 584 miliardi di euro entro il 2030.

Per ottenere tutto ciò però è necessaria una pianificazione sincronizzata. L’Europa dispone già di quattro “Gruppi regionali di alto livello”, che forniscono un certo coordinamento tecnico transfrontaliero. Letta sostiene che questi gruppi dovrebbero “impegnarsi maggiormente a livello politico” con una presidenza a rotazione e riunioni annuali.

Letta vuole un aumento del “Meccanismo per collegare l’Europa” nel prossimo bilancio a lungo termine del blocco e prevede “obbligazioni verdi” per garantire il capitale necessario a lungo termine.

Letta fa inoltre riferimento alla necessità di una nuova rete europea per l’idrogeno.

Sicurezza degli approvvigionamenti: gas e combustibili nucleari

Il rapporto Letta chiede una revisione più sistematica della sicurezza dell’approvvigionamento di gas in Europa, “tenendo conto delle nuove realtà del mercato del GNL”.

Con misure preventive come lo stoccaggio del gas distribuite in modo disomogeneo in Europa e le conseguenti “discussioni difficili e persino controversie”, Letta raccomanda che i Paesi UE confinanti sviluppino un “approccio coordinato” su chi pagherà per cosa.

Il rapporto mette inoltre in guardia dalla “dipendenza emergente dai combustibili nucleari”.

Competizione globale nel settore cleantech e materie prime critiche

Per quanto riguarda le future tecnologie pulite europee, Letta invita alla cautela. Con un occhio alla Cina, mette in guardia dal “rischio di sabotaggio o di trasferimento non autorizzato di dati” e chiede misure di cybersicurezza che dovrebbero essere “rigorosamente incorporate negli appalti per le nuove infrastrutture o gli asset di generazione”.

Allo stesso modo, Letta sottolinea che le recenti indagini dell’UE sulle sovvenzioni estere in settori strategici dovrebbero continuare a “garantire che gli investimenti di Paesi terzi in infrastrutture o asset energetici chiave non rappresentino in futuro un rischio per la sicurezza pubblica o l’ordine pubblico”.

Letta afferma inoltre che le “strategie assertive” della Cina rischiano di minare i tentativi dell’Europa di diversificare l’approvvigionamento di materie prime critiche. L’UE dovrebbe quindi collaborare più strettamente con “partner affidabili” come gli Stati Uniti.

Il rapporto propone anche azioni di approvvigionamento congiunte da parte dei governi dell’UE per garantire le materie prime critiche.

Diplomazia verde

I grandi progetti transfrontalieri dovrebbero essere utilizzati per promuovere la buona volontà con “partner energetici affidabili”, sostiene Letta. L’ex premier italiano cita il collegamento del gas e dell’idrogeno del Nord Africa all’Italia e sostiene che gli oltre 30 Paesi candidati all’UE dovrebbero ottenere un accesso anticipato (ma graduale) al mercato unico dell’energia.

Per l’Africa, sempre più corteggiata da “altri attori globali”, l’UE ha bisogno di una nuova proposta, sostiene Letta. Questa dovrebbe basarsi sul “valore locale”, costruendo catene di valore dell'”industria verde” a complemento della tradizionale estrazione mineraria.

Attuazione: una nuova Agenzia per la fornitura di energia pulita

Letta chiede la creazione di una nuova agenzia di implementazione, che avrebbe quattro responsabilità principali: (1) sostenere l’idrogeno e altre tecnologie nascenti; (2) erogare sovvenzioni per progetti di rete transfrontalieri; (3) supervisionare i programmi di sovvenzione per le energie rinnovabili e il nucleare; (4) fungere da sportello unico per le certificazioni e il supporto generale alle autorizzazioni.

Fiducia reciproca, ma resta la sovranità nazionale

Sebbene Letta avanzi una serie di proposte tecniche e politiche, queste devono essere sostenute da una maggiore “fiducia reciproca tra gli Stati membri”.

Il rapporto sottolinea che i governi nazionali devono mantenere il diritto di scegliere il proprio mix energetico.

[A cura di Alessia Peretti]

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